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► ICT TRADE 2008: focus sulla competitività
► ICT TRADE 2008: focus sulla competitività
Centro Studi e Ricerche API Sarda - 16.06.2008
Ogni anno si tiene in Italia si celebra l’ICT Trade, manifestazione in cui è possibile sviluppare riflessioni sulle prospettive del comparto dell’Informatica e delle Comunicazioni nel nostro Paese e nel mondo in generale.
La conclusione dei vari studi e ricerche presentate potrebbe essere sintetizzata come segue: l'ICT made in Italy cresce, ma sembra perdere terreno nella competizione globale. In particolare nell’ultimo decennio si evidenzia in modo netto un significativo gap rispetto all'Europa nei trend di crescita e nella attivazione di filiere.
In sintesi, per ogni punto di Pil, quello italiano contiene il 20% in meno di innovazione, istruzione, ricerca e sviluppo rispetto agli altri Paesi europei. I ritardi evidenziati riguardano liberalizzazione dei mercati, eccessivo numero di società pubbliche e ritardi nei pagamenti della PA, che finiscono per coinvolgere l'intero sistema.
Tra le ricette per fronteggiare la situazione che sono emerse dai lavori, si trovano vari elementi di convergenza, tra cui in particolare la necessità di virare verso modelli di management in grado di valorizzare meritocrazia, l’interoperabilità e l’outsourcing. Il mercato del lavoro, infine, andrebbe valorizzato basandosi su flex security, qualità dei risultati, riforma dei contratti, nuove infrastrutture di rete e tecnologiche.
Altro fronte di impegno a cui guardare è quello delle politiche di sostegno al settore di matrice comunitaria. Dai lavori emerge che i problemi delle piccole e medie aziende sono infatti anche di livello europeo e non solo italiano, motivo per cui le Associazioni imprenditoriali italiane hanno avviato - nell'ambito della Ueapme - un tavolo paneuropeo per verificare i problemi comuni delle PMI e mettere in rete le problematiche tipiche delle diverse imprese.
La conclusione dei vari studi e ricerche presentate potrebbe essere sintetizzata come segue: l'ICT made in Italy cresce, ma sembra perdere terreno nella competizione globale. In particolare nell’ultimo decennio si evidenzia in modo netto un significativo gap rispetto all'Europa nei trend di crescita e nella attivazione di filiere.
In sintesi, per ogni punto di Pil, quello italiano contiene il 20% in meno di innovazione, istruzione, ricerca e sviluppo rispetto agli altri Paesi europei. I ritardi evidenziati riguardano liberalizzazione dei mercati, eccessivo numero di società pubbliche e ritardi nei pagamenti della PA, che finiscono per coinvolgere l'intero sistema.
Tra le ricette per fronteggiare la situazione che sono emerse dai lavori, si trovano vari elementi di convergenza, tra cui in particolare la necessità di virare verso modelli di management in grado di valorizzare meritocrazia, l’interoperabilità e l’outsourcing. Il mercato del lavoro, infine, andrebbe valorizzato basandosi su flex security, qualità dei risultati, riforma dei contratti, nuove infrastrutture di rete e tecnologiche.
Altro fronte di impegno a cui guardare è quello delle politiche di sostegno al settore di matrice comunitaria. Dai lavori emerge che i problemi delle piccole e medie aziende sono infatti anche di livello europeo e non solo italiano, motivo per cui le Associazioni imprenditoriali italiane hanno avviato - nell'ambito della Ueapme - un tavolo paneuropeo per verificare i problemi comuni delle PMI e mettere in rete le problematiche tipiche delle diverse imprese.
► ICT: Assegnati i diritti d’uso per le frequenze WiMax
► ICT: Assegnati i diritti d’uso per le frequenze WiMax
Centro Studi e Ricerche API Sarda - 28.05.2008
AriaDsl sarà l’unico operatore nazionale a distribuire la tecnologia WiMax (Internet veloce via etere) avendo acquisito i diritti d’uso in tutte e sette le macroregioni in cui l’Italia era stata suddivisa.
Il nuovo Governo ha formalizzato l’assegnazione dei diritti d’uso delle frequenze Bwa a banda 3.5 GHz nei giorni scorsi.
La tecnologia Wi-Max, secondo i risultati delle ricerche svolte negli ultimi anni, a regime consentirà a migliaia di aziende e individui che ancora oggi non possono di accedere al Web a velocità elevatissima.
Attualmente, infatti, secondo dati ministeriali, oltre il 40 per cento del territorio nazionale non è dotato di infrastrutture per la connessione a internet. Si tratta di un gap tecnologico piuttosto grave, che ha anche dei risvolti di tipo socioeconomico e anche culturale.
Il deployment della rete inizierà dall’Umbria, dove è nata la società AriaDsl e dove sono già stati avviati “field test” reali per verificare le funzionalità del servizio. La copertura totale dovrebbe essere raggiunta entro il mese di luglio 2008.
Allo stesso tempo, la società ha avviato una serie di tavoli di discussione con le Regioni e gli enti locali per il coordinamento degli investimenti in modo da integrare il contributo, tecnico ed economico, di AriaDsl in progetti pubblici territoriali già avviati.
Il nuovo Governo ha formalizzato l’assegnazione dei diritti d’uso delle frequenze Bwa a banda 3.5 GHz nei giorni scorsi.
La tecnologia Wi-Max, secondo i risultati delle ricerche svolte negli ultimi anni, a regime consentirà a migliaia di aziende e individui che ancora oggi non possono di accedere al Web a velocità elevatissima.
Attualmente, infatti, secondo dati ministeriali, oltre il 40 per cento del territorio nazionale non è dotato di infrastrutture per la connessione a internet. Si tratta di un gap tecnologico piuttosto grave, che ha anche dei risvolti di tipo socioeconomico e anche culturale.
Il deployment della rete inizierà dall’Umbria, dove è nata la società AriaDsl e dove sono già stati avviati “field test” reali per verificare le funzionalità del servizio. La copertura totale dovrebbe essere raggiunta entro il mese di luglio 2008.
Allo stesso tempo, la società ha avviato una serie di tavoli di discussione con le Regioni e gli enti locali per il coordinamento degli investimenti in modo da integrare il contributo, tecnico ed economico, di AriaDsl in progetti pubblici territoriali già avviati.