2007
► UE, e-inclusione: società digitale per tutti ► UE, e-inclusione: società digitale per tutti
Ufficio Eventi e Comunicazione API Sarda - Fonte UE 04.12.2007

La Commissione ha presentato al Consiglio la sua iniziativa sulla e-inclusione, invitando gli Stati membri a sostenere una serie di azioni chiave, tra cui una campagna di sensibilizzazione per il 2008 denominata “e-Inclusione, partecipa anche tu!”. Si sta valutando inoltre la possibilità di adottare una regolamentazione sulla e-accessibilità simile a quella vigente negli Stati Uniti.
“Nella società odierna, l’accesso all’informazione da parte di tutti i cittadini è un diritto e anche un presupposto di prosperità. Non è moralmente accettabile né economicamente sostenibile lasciare indietro milioni di persone, incapaci di utilizzare a loro vantaggio le tecnologie dell’informazione e della comunicazione” ha dichiarato Viviane Reding, Commissaria responsabile della società dell’informazione e dei media. “Con l’iniziativa di oggi, la Commissione rafforza il suo impegno per combattere l’esclusione digitale in Europa. I progressi avrebbero dovuto essere molto più rapidi. La Commissione invia oggi un segnale chiaro a tutte le parti interessate, ossia l’industria, i legislatori e i governi sul fatto che occorre agire insieme adesso per garantire una società dell’informazione accessibile a tutti.”

La Commissione ritiene che le TIC debbano garantire la libertà di scelta ed essere concepite per essere utilizzate da tutti, indipendentemente dalla situazione personale e sociale, riducendo così le disuguaglianze sociali. In una dichiarazione pronunciata a Riga nel 2006, i ministri dell’UE si sono impegnati a conseguire obiettivi ben definiti, tra cui il dimezzamento dei divari nell’uso di Internet e l’alfabetizzazione digitale e il conseguimento dell’accessibilità al 100% dei siti pubblici entro il 2010 (IP/06/769). Il conseguimento di questi obiettivi permetterebbe di ottenere dei benefici di un importo compreso tra 35 e 85 miliardi di euro nell’arco di cinque anni.

Il progresso, tuttavia, rimane frammentato e lento, malgrado gli obiettivi stabiliti e le numerose azioni che coinvolgono le autorità pubbliche, l’industria e la società civile. La maggior parte degli obiettivi stabiliti a Riga non saranno conseguiti entro il termine previsto. L’accessibilità dei siti pubblici è ferma al 5%. Solo il 10% delle persone di età superiore a 64 anni utilizza Internet, mentre la media europea è del 47%. Se non interveniamo il divario sarà dimezzato solo nel 2015 e non nel 2010. Le ultimi indagini svolte per la Commissione indicano che l’accessibilità dei siti web, dei terminal di comunicazione, degli apparecchi TV e di altre TIC rimane problematica e che le persone con un livello di istruzione inferiore, quelle economicamente inattive e gli anziani sono quelli che rischiano maggiormente di restare indietro.
Per far fronte a questa sfida, l’iniziativa europea per una società accessibile a tutti istituisce un quadro strategico per:
  • consentire a tutti di partecipare alla società dell’informazione colmando i divari in termini di e-accessibilità, banda larga e competenze;
  • accelerare l’effettiva partecipazione di coloro che rischiano di rimanere esclusi e migliorare la qualità della vita di queste persone;
  • integrare le azioni a favore dell’’e-inclusione in Europa, ottimizzando il loro impatto duraturo.
Nel corso del 2008 la Commissione organizzerà una campagna di sensibilizzazione denominata “e-inclusione, partecipa anche tu!” che culminerà, verso la fine dell’anno, in una conferenza ministeriale per rendere noti i progressi realizzati e rafforzare gli impegni assunti a tutti i livelli.

Oltre a sostenere attività di ricerca e progetti pilota, la Commissione valuterà la possibilità di un approccio legislativo orizzontale per rendere la società dell’informazione più accessibile, garantire la parità dei diritti e assicurare l’esistenza di un vero mercato unico. Vari Stati membri dell’UE (tra cui il Regno Unito, la Spagna e l’Italia) hanno già iniziato ad adottare misure legislative in materia di e-accessibilità. Negli Stati Uniti la legge “Americana with Disabilities” del 1990 ha consentito di compiere notevoli passi avanti e recentemente è stata applicata ai servizi on line, come i siti web.

► Il portale della ricerca italiana: www.ricercaitaliana.it ► Il portale della ricerca italiana: www.ricercaitaliana.it
Centro Studi e Ricerche API Sarda 23.10.2007

È stato presentato il 15 ottobre 2007, nella sede del Parlamento Europeo, il portale della Ricerca italiana (www.ricercaitaliana.it), promosso dal Ministero dell'Università e della Ricerca insieme alle Università e agli Enti di Ricerca italiani, e realizzato dal Consorzio Interuniversitario CINECA.
L'esperienza del portale della Ricerca Italiana viene proposta come modello informativo e organizzativo in vista dello sviluppo di una Rete europea di portali di comunicazione e divulgazione, diretta a cittadini, giovani e imprese, che permetta di condividere informazioni relative alla Ricerca, alle competenze e ai risultati ottenuti nei diversi Paesi. Tutto ciò, in linea con quanto auspicato dal Consiglio Europeo di Lisbona e ribadito dalla Commissione Europea nel Green Paper "The European Research Area: New Perspectives" in merito alla nascita di un "mercato europeo della Ricerca", in cui le tecnologie e le conoscenze circolino liberamente, attraverso un reale coordinamento delle attività, dei programmi e delle politiche nazionali e regionali. Il portale della ricerca Italiana riunisce tutti gli organismi impegnati nel campo della ricerca in un progetto comune di informazione e divulgazione della conoscenza. Il portale, infatti, dà notizia fra l'altro dei progetti di ricerca e dei risultati della ricerca; dei luoghi e delle opportunità di finanziamento; nonché di eventi ed argomenti di attualità.

► Rapporto sulla coesione economica e sociale ► Rapporto sulla coesione economica e sociale
Centro Studi e Ricerche API Sarda 30.06.2007

La Commissione europea ha pubblicato il Quarto rapporto sulla coesione economica e sociale. Il documento viene presentato ogni tre anni al Parlamento europeo, al Consiglio europeo, al Comitato economico e sociale e al Comitato delle Regioni e descrive lo stato economico, sociale e territoriale dell'Ue.
Questo ultimo rapporto, che riguarda l'Ue allargata composta da 27 Stati membri e da 268 regioni, giudica positivamente i risultati qui ottenuti dalla politica di coesione a favore dello sviluppo delle regioni. La relazione analizza, fra l'altro, lo situazione attuale delle regioni relativamente al prodotto interno lordo (Pil), alla produttività e all'occupazione.
In allegato il documento

► API Sarda/APRE Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea ► API Sarda/APRE Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea: 2 giornate informative
 03.05.2007

CAGLIARI - L'APRE, Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea, ha organizzato due giornate informative (il 17 ed il 23 aprile u.s.) sul VII Programma Quadro di Ricerca e Sviluppo Tecnologico.
Gli incontri, tenutisi presso la sede regionale dell'API Sarda, sono state caratterizzate dagli interventi dei funzionari dell'APRE Annalisa Ceccarelli e Antonella Rocchi ed hanno avuto lo scopo principale di portare a conoscenza le aree tematiche del Programma Quadro di R&ST ed approfondire gli strumenti operativi per le PMI e per le Associazioni di PMI.

Un accento particolare è stato posto sugli Strumenti specifici che utilizza l’APRE per migliorare la competitività delle singole imprese e delle Associazioni di PMI, sia attraverso il network degli NCP che attraverso l’attivazione di Laboratori di Progetto. Sono stati inoltre presentati casi vincenti di progetti finanziati.

Visualizza i documenti allegati:

  • INTERVENTO FORMATIVO.doc